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Blogger: sarathehutt
Se fosse nata negli Stati Uniti sarebbe potuta essere la nuova Sharon Stone, ma così non è stato... e si vede...

Sara, aka Sarathehutt, è pubblicista, si occupa di contenuti web ed è sempre sorridente. Non ha mai avuto tempo di laurearsi perché è sempre troppo impegnata in qualcos'altro: cucinare, bere vino, scrivere, pensare alla sua prima regia, cantare, stare in mezzo alla gente, ballare, andare al mare... ma anche, e a volte purtroppo, lavorare! Ma la vera passione di Sarathehutt è guardare film e serie tv.





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Questo blog è un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto quello che viene il pubblicato su Internet è di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse in queste pagine web proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul presente blog, non ha che da

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13/02/2008

Time to go home (non lo so dire in tedesco)

Alla fine si torna a casa...
Cosa mi resterà di questo festival?
  • i primi 10 minuti di There will be blood... senza fiato
  • tutte le lacrime versate per Cherry Blossoms di Dorris Dorre. Prevedibile, anche melenso, con un finale troppo lungo... ma quanto mi ha commosso
  • il regista e il cast di Lake Thaoe. Ragazzi messicani giovanissimi e Fernando Eimbicke, il regista, è anche bello da morire. Il film poi lo consiglio vivamente: camera fissa, dissolvenze e assolvenze a nero, tutto montaggio interno. Una storia piccola piccola, ma universale sull'accettazione del lutto. Proprio bello
  • la canzone dei passerotti iraniana. The song of sparrows è proprio un bel film e la canzone è ciò di più vicino alla felicità che adesso mi possa venire in mente. Inoltre il protagonista è la versione iraniana di Lando Buzzanca... che si vuole di più dalla vita?
  • vedere un film brasiliano, in portoghese, con i sottotitoli in tedesco (lingue a me ignote) e rendersi conto di aver capito il film. Si tratta di Elite Squad, un film reazionario e fascista, che nell'intento del regista avrebbe dovuto essere il contrario: complimenti! E non ho travisato io, in molti hanno letto il film in chiave "la polizia brasiliana ammazza i poveracci delle favelas ed è per il loro bene"
  • la sfida sotto gli ombrelli di Sparrow di Jonnie To. Il film non è certo uno dei suoi capolavori, ma quella scena... non si puo' neanche spiegare
  • i bratwurst e la birra
  • rendermi conto che i tedeschi sono disorganizzati come gli italiani, se non di più
  • passare un po' di tempo, troppo poco, con la mia splendida ciugina (non è un errore, lei è mia ciugina) Vanessa e la sua famiglia. Il mio nipotino Tiziano è una delle meraviglie del mondo
  • aver distrutto un piede a Mereghetti... non l'ho fatto apposta, ma gli ho camminato sopra e mi ha pure sorriso
  • la camicia di Daniel Day Lews
  • vedere da vicino Hayden Panettiere e urlare "save the cheerleader, save the world". Lei non mi ha sentito, per fortuna. Comunque ad una domanda su Heroes, ha risposto un po' scazzata... che non voglia più continuare?
  • Fernando Eimbicke... scusate mi sono innamorata
  • Walter Murch... scusate, ero già innamorata
  • la bellezza di Shu Qui e Hayden Panettiere e la bruttezza, dal vivo, di Diane Kruger (donna perfida)
  • e infine, sa vans san dire, vedere da vicino gli Stones e lo zio Martin
Cosa mi perderò?
Un sacco di cose. Tutti gli italiani e le loro conferenze stampa (mi avrebbe fatto piacere sentire le domande degli stranieri), Madonna, Natalie Portman e Scarlet Johanson. Tra i film mi mancherà soprattutto quello di Harlod Morris che stimo tantissimo
Cosa mi sono persa?
Un sacco di cose: la retrospettiva su Bunuel e Rosi, il film su Patti Smith e il suo mini show prima e dopo la proiezione, tutti i film della sezione Forum, Elio Giordano sul tappeto rosso, i film Chiko e Transsiberian che non ho fatto in tempo a vedere e chissà cos'altro.
Alla fine però sono proprio contenta di questa 5 giorni... eh quanto bisogna soffrire per passione :-)
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 17:58 | link | commenti (11)
per la serie: berlino
09/02/2008

Non ci sono più i petrolieri di una volta... o forse si?

Azz... non mi si va a rompere il PC proprio ieri sera?
Avevo tante cose da postare, foto da scaricare, fare cose, vedere gente...
Insomma, la mia attivitá da blogger sará alquanto limitata da questo triste avvenimento, per cui mi scuso in anticipo. Per esempio, anche per accogliere l'appello di Souffle, ci tenevo a pubblicare le foto di Daniel Day Lewis e Jaime Barnatán, co-protagonista di Eskalofrìo, giá VJ di Mtv Spagna. Gran bei maschi entrambi: il primo perchè lo è, il secondo perchè gode del fascino del simpaticone che probabilmente è anche libero sessualmente.
Entrambi hanno scelto il look cowboy colorato. Daniel con camicia country bianca e rossa con ricami a fiori, Jaime, lo giuro, appena potrò le foto lo potranno dimostrare, indossava alla proiezione con il pubblico, stivali e cinturone in cuio lavorato, pantaloni rossi aderenti, giacca nera, camicia bianca con cravattino di cuio, pochette rossa con effige di Che Guevara e ciuffo da Rockabilly.
There will be blood, qui lo dico  qui lo nego, mi ha colpito da morire, ma l´ho visto ieri a mezzogiorno e giá non me lo ricordo. Forse è anche colpa del fatto che non ho capito al 100% tutti i dialoghi e ho proprio bisogno di rivederlo. Di certo è che non ci sono più i petrolieri di una vola, anche se forse non sono mai cambiati. La poteza visiva dei primi 10 minuti, connessa ad una scelta sonora clamorosa, mi hanno fatto urlare al miracolo. E se odiavo Bush prima, figuriamoci ora.
Domani vi racconto di più, mo'  vado a strafogarmi di whurstel, crauti e birra che qui i ritmi non permettono di pranzare e ora ho fame.
Non vi faccio pena? :-)

P.S.: in conferenza stampa hanno fatto diverse domande ad Anderson sulla scelta del titolo... se sapesse che succede in Italia...
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 21:07 | link | commenti (4)
per la serie: berlino
08/02/2008

Walter, Martin, Mick e gli altri ragazzi del gruppo

7 febbraio 2008, Potsdamer Platz, Berlino: inizia ufficialmente la 58^ edizione della Berlinale.
7 febbraio 2008, sono per la prima volta alla Berlinale.
Giornata plumbea e vento gelido.
Alle 10.30 è prevista la conferenza stampa della giuria e i primi giornalisti si riversano al palazzo del cinema. I curiosi cominciano a sbirciare ogni porta e ogni angolo in cerca di star e facce note.
L’organizzazione sembra impeccabile e paludata e al ritiro dell’accredito chiedo alcune informazioni.
It's always the same, as the last year
OK, but this is my first time
La ragazza dietro al desk mi accoglie come fossi un cucciolo smarrito e mi spiega dove trovare cosa. Insomma, tutto funziona come in una catena di montaggio, mi sarei aspettata un’atmosfera più… come dire… tedesca. Nessun intoppo, ma nemmeno troppa rigidità.
In conferenza stampa le domande sono molte, soprattutto a Diane Kruger (che, scusate, lo devo dire, da vicino non è per niente bella), al presidente Costa-Gavras, e all’attrice taiwanese Shu Qi (lei si che è una gran gnocca!). Vorrei chiedere a Walter Murch di sposarmi, ma credo non sembrerei molto professionale nella mia prima partecipazione al Festival.
Con accredito al collo e prima conferenza alle spalle, mi sento già un habituée e senza neanche guardare la cartina mi dirigo al Cinemaxx dove si tiene la prima proiezione: Shine a Light di Martin Scorsese, documentario/concerto dei Rolling Stones. Mica male come battesimo!
La sala è piena
Ci scusiamo, non ci aspettavamo così tanta partecipane. Comunque ci sarà una proiezione aggiuntiva tra un quarto d’ora alla sala 9
Incredibile! Se fosse successo a Venezia la proiezione aggiuntiva ce la facevano in quel posto...
Ci accomodiamo in sala e in breve tempo anche la sala 9 è del tutto esaurita. Shine a Light è per appassionati delle Pietre Rotolanti: concerto di quasi due ore con una breve introduzione sul backstage, una presentazione di Bill Clinton (!) e interviste di repertorio. Lo Zio Martin mostra la sua arte con alcune inquadrature decisamente cinematografiche e un finale che fa salire in alto (letteralmente).
Come la proiezione, anche la conferenza stampa è esaurita in ogni ordine di posti già da oltre un’ora prima del suo inizio. A decine affollano i maxi schermi sparsi intorno al palazzo per vedere i quattro cattivi del rock in compagnia del “bravo ragazzo”. Le macchine si avvicinino e uno ad uno arrivano Charlie Watts, Ronnie Wood, Keith Richards, Mick Jagger e Martin Scorsese, mentre molte guardie tengono a bada fans e giornalisti rimasti fuori. Delusa per non essere riuscita ad avvicinarmi a Mick, Keith e allo Zio Martin mi attardo di fronte ad uno schermo ascoltando giornalisti provenienti da tutto il mondo fare domande sui rapporti tra musica e cinema. Parlano per oltre 40 minuti e alla fine, grazie a qualche fuoriuscito, riesco ad avvicinarmi e proprio mentre sto per realizzare che, cazzo, sto di fronte a 5 persone che hanno fatto la storia, la conferenza finisce e tutti spariscono in 5 nano secondi.
Che poi se mi fossi avvicinata a Mick non avrei risposto dei miei ormoni, quindi meglio così. Stasera sul tappeto rosso ci sono passati, oltre alla giuria, allo Zio e agli Stones, anche Brian De Palma, Tilda Swinton e altra gente meno nota. A me, non so perché, non mi hanno invitato :-) e quindi ho preferito andare a mangiare e a bere una birra (che si sa, qui è buona e costa poco).
Domani inizia la maratona cinefila vera e propria, per un festival che sulla carta suscita più di un interesse. Per 5 giorni starò qui dove tutto è così nuovo.
Allo stesso tempo così lontano, così vicino.
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 00:24 | link | commenti (9)
per la serie: berlino
06/02/2008

Sotto il cielo sopra Berlino


Domani si parte con lo Zio Martin e il buon Mick...
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 18:25 | link | commenti (3)
per la serie: berlino
04/02/2008

NY under a Mostro Grosso's attack

Prima di partire per Berlino (così tanto per farvi invidia) mantengo fede alla mia promessa di parlare di più di Cloverfield, spinta dalla richiesta di Seaweeds, ma anche dal paginone di venerdì di ilMereghetti sul Corriere che lo liquida come "cagata pazzesca" .
In principio, si dice, c'era Blair Witch Project. Un gruppo di ragazzi ha un'idea, usa una videocamera, si inventa un canale alternativo per creare hype e curiosità sul proprio prodotto e milioni di spettatori in tutto il mondo vanno al cinema a vederlo, me compresa, Il problema è che BWP non era un film, ma un progetto interessante per uomini di marketing e pubblicitari.
Cloverfield è un film vero e proprio, con un badget, una sceneggiatura di ferro e con un produttore coi controcazzi. Più che figlio di BWP mi sembra derivare più da Il Cameramen e l'Assassino. Film di ben altra levatura artistica e filosofica, ma che parte dal concetto di telecamera come oggetto che ci scruta, documenta e continua a esistere anche dopo la morte degli uomini, finché non finisce la pellicola.
Il Mostro Grosso di JJ nasce da questa visione, unito alla tendenza della generazione americana newyorkese e losangelina che usa la videocamera come estensione del proprio braccio. Avete presente il ragazzo di Tora Birch in American Beauty? L'America è piena di ragazzi come lui che riprendono qualunque cosa.
Insomma, io non taccerei immediatamente l'operazione come "cagata pazzesca". Si tratta di un interessante dispiego di forze per raccontare una storia di fuga. Certo, siamo in epoca post 11 settembre e il mostro, altro non è che la paura del terrorismo, dell'essere colpiti inaspettatamente, del ritrovarsi in pericolo. Gli sceneggiatori hanno fatto un miracolo nel mostrarci di personaggi anche attraverso l'escamotage delle immagini che "stanno sotto" alla festa, con tanto di finale strappalacrime. E non credo, come sostiene Mereghetti, che gli autori volessero farci sembrare credibili i personaggi per rendere più vero anche il mostro, tra l'altro, sostiene il dizionario, non riuscendoci. Credo che Cloverfield sia ne più ne meno che una ripetizione di un linguaggio diverso da quello cinematografico, ovvero quello dei nuovi media. Dispiace che Rec non sia ancora uscito, visto che si tratta circa della stessa cosa, attraverso l'uso del linguaggio televisivo.
E aspettate con ansia Diary of the Death... fottutissimo capolavoro sul ruolo della telecamera, dei video, di internet, della TV, della radio, ma soprattutto sulla nostra società malata di protagonismo. Il problema siamo noi e infatti Romero trova il modo e usa anche montaggio... e come se lo usa!!!!

Avvertenza: io non ho avuto difficoltà nel guardare Cloverfield al cinema, ma appena mi sono alzata... mi girava la testa e ha continuato per un paio d'ore: causa dei repentini movimenti dell'inquadratura.
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 16:09 | link | commenti (8)
per la serie: cinema
29/01/2008

Inaffidabile

Inaffidabile: potrebbe essere il titolo di un film sulla mia vita!
Inaffidabile: Sarathehutt come Jerry Calà :-(Prima di Natale, promisi su queste pagine a Seaweeds che avrei postato qualcosa di nuovo prima della festa medesima, cosa che poi feci dopo la befana.
Ho promesso più di una settimana fa che avrei postato il mio classificone, ma se continua così va a finire che lo pubblicherò a febbraio :-(
Mi ero ripromessa di diventare più assidua nei post, ma ho passato un week end a blaterare sull'argomento senza accendere il pc se non per lavoro.
Volevo rispondere ai commenti, almeno, ma è più di una settimana che non lo faccio...
Insomma: INAFFIDABILE!
Eppure ho visto tanti film negli ultimi tempi...
"Inaffidabile!"
"L'ho detto io per prima"
E siccome ho perso un sacco di tempo a scrivere ovvietà e cazzate, sarò breve e non menerò il can per l'aia (che poi che avrà mai fatto di male sto cavolo di cane bucolico):
  • Riparo è un gran film: andatelo a vedere! Se lo merita proprio, se non altro per lanciare un messaggio alle case di distribuzione che non lo hanno voluto promuovere a casa sua. Pensate che esce con un anno di ritardo in Italia in sole 15 copie, quando in Francia è già uscito in 25 copie sottotitolate e in USA è stato comprato il giorno stesso della proiezione alla Berlinale dellos corso anno. A Milano è al cinema Colosseo, altrove... non so, ma che vi costa cercare? Non sarete mica più pigri di me? Dai, nel link che ho messo c'è anche il "cerca sala" e poi la recensione l'ha scritta una fantastica ragazza!
  • Into the Wild ha una gran regia, un gran montaggio, una gran colonna sonora, dei meravigliosi interpreti, ma è sostanzialmente la storia di un codardo che si allontana dal mondo e a me mi fa un po' incazzare. Si è vero: sebbene Sean lo descriva con grande lirismo, la voce fuori campo della sorella ne smitizza l'eroica impresa, quindi tutto sommato ci sta. Però a me mi fa incazzare commuovermi per questo ragazzino, anche se ha il bel faccino di Emile Hirsch. Nonostante le mie remore sul film, le due interpellazioni dirette allo spettatore (sguardo in macchina) che fa Emile sono davvero fantastiche e usate in maniera nuova e anticonvenzionale: hey, tranquilli, è un film! Sean si dimostra nuovamente, se ce ne fosse ancora bisogno, grandissimo regista e per buttare benzina sul fuoco urlo: "A morte l'Academy che non lo nomina!". Insomma un Grizzly Man davvero esistito: Herzog a Torino ha detto che ha deciso di fare Grizzly Man dopo aver letto la sceneggiatura... forse avevo ragione!
  • oggi ho visto New York under a Mostro Grosso's Attack e mi piacque anzichenò. Niente a che vedere col Mostro Grosso the original, ci mancherebbe, tutto un altro spessore, ma devo dire: "niente male".
    Comunque ne riparlerò... disse l'inaffidabile!
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 16:55 | link | commenti (8)
per la serie: cinema
23/01/2008

In pucci memory


Meravigliosamente fuori dagli schemi, coraggioso nella scelta dei ruoli e infinitamente pucci.
CI MANCHERAI TANTO
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 17:03 | link | commenti (8)
per la serie: omaggi
19/01/2008

E' andata!

E' andata!
Ieri si è tenuta la tavola rotonda sui cineblogger al Future Film Festival.
Non so come la pensano i co-relatori, ma io mi sono divertita.
E' stato bello condividere il palco con persone che stimo, associare volti e avatar, bersi una birra con chi, fino a ieri, per me, era solo un URL da visitare.
E' stato bello conoscere di persona Roy Menarini, che stimo e ammiro da tempo, e che per me, che soffro di quel terribile male che chiamo feticismo da critico cinematografico, è ovviamente un sex symbol.
E' stato bello.
Per quanto riguarda il valore della conferenza, mi si perdonerà il tono serio, devo ahimè ammettere che siamo stati un tantino autoreferenziali. La discussione si è aggirata su argomenti come cinefilia e critica, scelta di stili di scrittura, come e se i cineblog possono influire sulle politiche distributive.
Mi sarebbe piaciuto che la conferenza fosse più aperta a chi di cinebloggerismo non ne sapeva un bel niente: ci siamo parlati un po' addosso e immagino che i profani in platea non ci abbiano seguito molto.
Interessante il discorso, introdotto da Roy sulla differenza tra cinefilia e critica e ho apprezzato molto la considerazione del fatto che la cinefilia dei blog spesso risulti più interessante della presunta critica di alcune webzine, proponendo analisi originali espresse con linguaggi diversi.
Mi sono divertita nel vedere i nostri modi diversi di affrontare l'emozione del parlare in pubblico. A parte Roy e il Contenebbia nessuno di noi è abituato a parlare in pubblico e ognuno ha affrontato a suo modo l'emozione e la sensazione del "ma che ci faccio io qui?".
Ringrazio Ohdaesu per aver contestato tutte le tesi ed essere stato... Ohdaesu, altrimenti, sai che noia?
Ringrazio il Conte per essersi prodigato ad organizzare l'evento: io il blog lo scrivo per me, non credo di aver niente da comunicare, ma essere coinvolta in un evento pubblico ad un festival internazionale... bhe, mi sento onorata.
:-)
Mi scuso con i presenti per aver presentato poche idee e ben confuse.
Avrei voluto che ognuno raccontasse delle motivazioni che ci hanno spinto ad aprire un blog, avrei voluto parlare del media, chiedere a Roy come la critica accademica vive i mutamenti tecnologici della comunicazione, avrei voluto raccontare meglio le iniziative Vota il Conte e Ohdaesu presidente, concludendo con la volontà di creare un festival dove dar visibilità a film invisibili, avrei, avrei, avrei.
Ma si sa: la strada dei se è sempre lastricata di buone intenzioni (mah, mi sa che me lo sono inventato).

Comunque io mi son divertita e nel catalogo del festival, la foto di Jim Capobianco della Pixar, ora con autografo, si trova nella pagina SUCCESSIVA a quella dedicata a noi: son soddisfazioni!

QUI IL BEL RESOCONTO DI DOTT. CARLO
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 15:41 | link | commenti (16)
per la serie: 30secondi
18/01/2008

Future damages

Sono quasi le due di notte.
Ho finito adesso di mandare alcune mail di lavoro, ho già indossato il mio pigiama di raso blu e tra poco meno di 10 minuti starò guardando la penultima puntata di Damages aspettando che Morfeo mi accolga nel suo abbraccio.
Speriamo di dormire bene che mi tocca fare la levataccia.
Si, perché, per quei pochi che ancora non lo sapessero, domani a Bologna, al Future Film Festival si terrà l'evento speciale
Cineblogger to the Future
tavola rotonda per per fare il punto sulle nuove frontiere critica cinematografica e il suo linguaggio nella blogosfera.
Interverranno: Contenebbia, Ohdaesu, Kekkoz, Roy Menarini, Seconda Visione e purtroppo per loro anch'io.
Appuntamento alle ore 15:00 presso Palazzo Re Enzo  nella Sala del Capitano
Bologna, piazza del Nettuno.
"Che palle!" - penserete voi - "e abbiamo capito che domani siete a Bologna. Non hai postato per 3 mesi e mo' in 5 giorni ci hai ripetuto la stessa cosa almeno 3 volte."
EVABBENE la smetto!
Allora vi parlo di Damages in due parole: Glenn Close.
Stupenda nella sua prima scena e aiutata da degli ottimi dialoghi. La serie delude un po' nella costruzione dei doppi e tripli giochi, come se tutto fosse tirato un po' per le lunghe. L'escamotage però funziona e infatti non vedo l'ora di arrivare in fondo per dipanare la matassa, quindi scappo.
Appuntamento a domani: di persona per chi sarà a Bologna e con il classificone per chi avrà voglia di ricolleggarsi qui.

Piccolo spazio per-altrui-pubblicità: la migliore notizia uscita a proposito di Cinebloggers to the future
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 02:18 | link | commenti (1)
per la serie: cinema
17/01/2008

Lars è un ragazzo tutto mio

E' ufficiale! Ryan Gosling è il mio attore del momento. Anni fa puntai tutto su Edward Norton, prima di Fight Club, e vinsi la scommessa. Spero solo che in futuro Ryan non commetta gli stessi errori.
Ryan è pucci e guai a chi dice il contrario.


In Lars and the real girl (il titolo italiano proprio non mi piace) è talmente credibile nel ruolo che sorregge tutto il film. Il film, di per se, è il classico film carino del cinema indipendente americano. Quello che potremmo definire sundanciano. Eppur funziona! (Tanto per citare di soppiatto Galileo, che di questi tempi fa sempre bene).
Per ribadire il concetto, secondo me, funziona proprio grazie alla performance di Ryan.
E non fraintendetemi. Non sto facendo un post per dire che sono attratta fisicamente da Ryan (anche se in effetti è vero). Voglio dire, se volessi farlo adesso non scriverei su questo blog, ma starei mandando una valanga di sms a trasmissioni tipo TRL per veder apparire sulla TV: "RYAN T.V.T.B. 6 troppo bbono! by Sarathehutt", vantandomene con gli amici.
No, no, non sono quel tipo di donna (nonostante questo post).
E' che Ryan è proprio bravo ed è riuscito a farmi commuovere SPOILER per la morte di una bambola al silicone FINE SPOILER !
Capito? Io ho pianto per SPOILER la morte di una bambola al silicone FINE SPOILER. Io!
E non venitemi a dire che forse è perchè è stato il doppiatore ad essere stato bravo, perché il film l'ho visto in originale sottotitolato.
Ryan è responsabile di avermi fatto di nuovo credere che al mondo esistano i buoni sentimenti, che l'amore può essere li a portata di mano, che gli uomini non sono tutti stronzi, che i preti non sono tutti bigotti e che vivere nelle piccole città ha i suoi bei lati positivi.
Io a tutte queste cose non ci credevo più.
Lars mi ha guarita.
Lars ha fatto il miracolo.
Grazie Lars, sono ancora capace di commuovermi.
Chissà in questo casi cosa farebbe Gesù?

Piccolo spazio auto-pubblicità: la mia recensione su Hideout 

Domani c'è la Tavola Rotonda CINEBLOGGERS TO THE FUTURE! Tutti a Bologna!
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 19:15 | link | commenti (7)
per la serie: cinema