
Non so voi, ma io, nella mia vita ho avuto un mio personalissimo periodo di onnipotenza. Una volta credevo di sapere tutto e conoscere tutto, soprattutto sul cinema e la musica.
Bei tempi, avevo 14/15 anni ed ero convinta che qualunque giornale o redazione televisiva, una volta maggiorenne, avrebbe fatto carte false pur di avermi a scrivere testi e a fare ricerche.
Che ingenua...
Una volta maggiorenne ho iniziato a studiare cinema e mi sono accorta che "sui fondamentali ci siamo", ma quanti film non ho mai visto, e molti di quelli sono pure belli.
La scorsa settimana ero al
FormFilmFest di Bologna e nella rassegna su cinema e formazione, legata al tema de l'Apprendimento, ho visto
Le Mele d'Adamo, film danese del 2005, vincitore del
Noir Film Festival di Courmayeur.
Che ignorante che sono... Non ne avevo mai sentito parlare!
Vergine da conoscenze e aspettative, mi sono potuto godere alla grande la visione di un film sorprendente.
Tono grottesco, messa in scena horror e ambientazione da thriller psicologico, per descrivere la relazione un involontario discepolo naziskin e un il (falso)maestro prete di campagna.
In Italia uscì per 5 minuti, altro esempio del nostro cieco e fin troppo utilitaristico sistema distributivo.