
Eccoci al momento della verità su
Come Dio Comanda... a me non è piaciuto.
E la cosa mi dispiace. Mi dispiace perché nel bene e nel male
Gabriele Salvatores è uno dei registi della mia formazione (io e quella meraviglia di donna della mia cugina abbiamo adorato
Marrakesh e
Turné e li guardavamo incontinuazione, e li citavamo, e amavamo
Fabrizio Bentivoglio).
Va detto però che il film ha una grande carica emotiva, una forza che si sente e si percepisce. Tutta la troupe, attori e regista in testa ci hanno messo tanto cuore. La musica dei
Mokadelic è evocativa e le scelte fotografiche sono spesso azzeccatissime.
Però (e qui sembro
Ohdaesu, che elenca i pregi per poi andarci pesante con i difetti), si diceva però l'insieme non funziona. Sarà per colpa del montaggio discontinuo con scavalcamenti di campo e errori di continuità (
Salvatores ha spiegato che è stata una scelta dovuta al modo di girare con lunghi piani sequenza con la macchina a mano), che comunque a me infastidiscono perchè li noto e allo "spettatore meno tecnico" infastidiscono comunque l'occhio. Ma queste sarebbero anche piccolezze.
Il vero problema è che il il film si perde via: la prima parte del film introduce la famiglia, il rapporto padre e figlio, la città, il lavoro e le istituzioni in un incastro che funziona, la parte centrale è troppo lunga e, come si diceva, incasinata nel montaggio e il finale svacca andando a concludere solo una delle riflessioni iniziata... Si, svacca non è un gran termine, ma guardate gli ultimi 20 secondi del film e poi non venitemi a dire che quello non è uno svacco... o almeno un passo falso.
E ripeto che dico questo a malincuore, perchè comunque
Gabriele Salvatores rimane uno dei migliori uomini di cinema che abbiamo in italia (nel senso che il cinema sa farlo, sa scegliersi i collaboratori, sperimenta, investe, rischia, da occasioni ai giovani, eccetera) e quindi va assolutamente sostenuto!
E poi lo devo dire... sono completamente e fottutamente innamorata di
Filippo Timi: è bello, bravo e ha una pelle morbidissima. Gli ho dato un bacio sulla guancia a Courmayeur (che sembra il titolo di un film anni '70) e il ricordo della sua morbida pelle è ancora vivido sulle mie guance...