Ieri sono riuscita finalmente a vedere la mostra
The air is on fire alla Triennale di Milano.
Astor, scusami, non siamo riusciti ad andarci insieme come avremmo voluto. Ho anche rischiato di non andarci per niente.
Oggi è l'ultimo giorno, per cui se potete: correte, volate, raggiungetela!
Io sono molto ignorante in arte e storia dell'arte, ma so ascoltare il mio istinto e il mio cuore quando girovago in un museo o per una mostra. The air is on fire è il tripudio dell'anima fanciullesca di
DioDavid. Lui vede il mondo intorno a se come ad una accozzaglia tragicomica di eventi che hanno sempre un senso, anche quando non c'è. Il suo entusiasmo è quelli dei bambini, ma non è infantile. Anche la serie fotografica "Distortes nudes", introdotta da un avviso che mette in guardia dal farlo vedere ai bambini, mi è sembrato un nuovo modo per mettere in scena la ossessione per il mondo sotterraneo (Velluto Blu) che si manifesta nella volontà di penetrare nei corpi femminili.
Contrapposta a questa serie di bellissime fotografie disturbanti, è possibile dare un'occhiata anche alla scrivania dell'artista.

Bellissimi i suoi disegnini da telefonata, gli appunti, i post it, i messaggi alla moglie, gli appunti presi nei bar, i disegni da camera d'albergo o da pacchetti di cerini.
Un ritratto di uomo, artista e videomaker la cui mente non smette mai di produrre immagini provenienti dritte dritte dalla loggia bianca e dalla loggia nera. Ciliegina sulla torta la serie animata di cortometraggi
Dumbland che consiglio assolutamente di
vedere, Molto interessanti anche gli altri lavori più recenti, sebbene la ricercatezza visiva di The Grandmother era tutta un'altra cosa. E forse è anche un po' colpa del digitale.
Orca miseria, io volevo scrivere un post divertente e divertito sull'argomento e invece ne è venuto fuori un post serio. Mi scuso.
Biglietto di ingresso per la mostra: 8 euro. Vederla con il
Contenebbia: non ha prezzo e infatti non ho pagato grazie al tesserino da pubblicista.