Chi sono

Blogger: sarathehutt
Se fosse nata negli Stati Uniti sarebbe potuta essere la nuova Sharon Stone, ma così non è stato... e si vede...

Sara, aka Sarathehutt, è pubblicista, si occupa di contenuti web ed è sempre sorridente. Non ha mai avuto tempo di laurearsi perché è sempre troppo impegnata in qualcos'altro: cucinare, bere vino, scrivere, pensare alla sua prima regia, cantare, stare in mezzo alla gente, ballare, andare al mare... ma anche, e a volte purtroppo, lavorare! Ma la vera passione di Sarathehutt è guardare film e serie tv.





Collaborazioni







I Film

007 Casinò Royale
2 Giorni a Parigi
300
4 mesi, 3 settimane e 2 giorni
Alatriste
L'Allenatore nel Pallone 2
Alpha Dog
Un'Altra Giovinezza
Un Amore di Testimone
Angel
L'Arte del Sogno
Available Men
Be kind rewind
Bianco e Nero
Bobby
Borat
Breach - L'infiltrato
Breakfast on Pluto
Il Buio nell'Anima
Ce que mes yeux ont vu
Cloverfiled
Confetti
Crank
Il Destino nel nome
Death of a President
Elizabeth
Epic Movie
L'età barbarica
Espiazione
Fast Food Nation
Fearless
I Figli degli Uomini
Ghost Son
Giorni e Nuvole
Il grande match
Grindhouse - A prova di morte
Grindhouse - Planet Terror
Groucho
Grizzly Man
Hairspray
Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Hollywoodland
Hostel: part II
I am legend
The Illusionist
INLAND EMPIRE
Into the Wild
Lars e una ragazza tutta sua
Marie Antoinette
Il Matrimonio di Tuya
Mio fratello è figlio unico
Il mio migliore amico
Il mio ragazzo è un bastardo
Il mistero delle pagine perdute
Mr. Brooks
Nero Bifamiliare
Ocean's Eleven
Ocean's Twelve
Ocean's Thirteen
On dirait que
Onora il padre e la madre
Paranoid Park
The Prestige
La Promessa dell'Assassino
Quel Treno per Yuma
La Ragazza del Lago
Le Ragioni dell'Aragosta
The Reef
Le Regole del Gioco
Rendition
Riparo
Rocky Balboa
Sag ja!
Scrivimi una canzone
I Segni del male
I segreti di Brokeback Mountain
Seta
Shrek Terzo
I Simpson - Il film
Le Streghe di Eastwick
Sugar Baby Love
Sunshine
Surf's Up
La Terza Madre
Transformers
Tropa de Elite
Tutte le donne della mia vita
L'Uomo medio + medio Le Verità Negate
Le vite degli altri
Zodiac

Bottoni

Inland Empire Aggregator


















Add to Technorati Favorites
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Blog Flux Directory

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Diclaimer

Questo blog è un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto quello che viene il pubblicato su Internet è di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse in queste pagine web proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul presente blog, non ha che da

Contatore


visitato *loading* volte
16/06/2008

Incazzata come uno scozzese

Negli ultimi giorni non sono stata molto bene: mal di gola, raffreddore, spossatezza.
Volevo tanto andare a vedere un po' di film della rassegna di Cannes a Milano, ma non avendo la tessera e visto il rincoglionimento influenzale, ieri pomeriggio ho deciso di starmene al calduccio della mia casina.
Felice per la mia decisione, mentre fuori pioveva e tirava vento, mi sono messa il pigiama, mi sono infilata sotto le coperte e ho iniziato a controllare la lista delle visioni possibili offertemi gentilmente dal mio amico mulo... chi stava meglio di me?
E proprio mentre mi stavo gustando il momento, irrompe mia madre con la frase: "ti va di andare al cinema?"
Avevo promesso alla genitrice, in occasione della festa della mamma, che l'avrei portata al cinema e a teatro. Smossa da un moto di affetto, la responsabilità ha vinto sulla pigrizia e ho risposto con gioia al suo invito.
"Cosa vuoi vedere?"
"Qualcosa di leggero e divertente"
Vado diligentemete a controllare la lista dei film in programmazione a Monza e mi ritrovo a dover scegliere tra Quando tutto cambia e Un amore di testimone. Ovviamente mia madre opta per il secondo.
Questo per precisare che mai, volontariamente, avrei pagato il biglietto per questo film. Ci tengo a mantenere una certa dignità, io :)
Ora che l'ho visto, ho solo una cosa da dire. Ma è mai possibile che gli americani non riescano ad avere una certa dose di stima per le tradizioni e le usanze degli altri paesi, in questo caso la mia amata Scozia?
Possibile che ancora si ritenga divertente fare della facile ironia sul kilt e sulla ricetta dell'haggis?
Mi chiedo come mai il castello del futuro marito scozzese non fosse infestato dai fantasmi: era l'unico luogo comune mancante.
Dio che tristezza...
E pensare che a quell'ora, alla rassegna, stavano proiettando Waltz with Bashir...
E' dura esere una brava figlia!

una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 16:47 | link | commenti (4)
per la serie: cinema
09/06/2008

Quei bravi ragazzi brasiliani

Visto che non mi sono fatta sentire per un po', vorrei raccontarvi di tutti i bei film che ho visto in questi mesi. E poi, visto che la stagione volge al termine, sarebbe bello fare una sorta di bilacio prima della fuffa e dei supereroi estivi,
Ne sareste contenti?
Che noia vero?
Allora, visto che manco da un po', vorrei rimanere sul pezzo e andare sull'attualità. Di tutti i film usciti questa settimana, ne ho visto soltanto uno: Tropa de Elite.
Come ebbi già modo di scrivere 4 mesi fa, ovvero due post indietro, il film lo vidi a Berlino e mi fece incazzare. Nel mio taccuino, subito dopo la visione, scrissi: "quei bravi ragazzi della polizia brasiliana si addestrano e si muovono nelle favelas convinti di essere nella giungla del Vietnam, fino a trovarsi nella Boston del finale di Mystic River".
José Padilha è un bravo regista: sa usare la macchina da presa, sa dirigere il cast e inserisce una colonna sonora difficile da dimenticare. Però cita esageratamente. Lo fa con cognizione di causa, sebbene a mani bassissime, quando si tratta dello Scorsese di Quei bravi ragazzi, sia nell'uso della voce fuori campo che in alcuni piano sequenza. Lo fa in maniera fastidiosa quando si tratta di Full Metal Jacket, tanto che le favelas sembrano proprio uguali al vietnam della scena finale del film di Kubrick. Mi aspettavo che iniziassero a cantare Micky Mouse in portoghese.
In conferenza stampa a Berlino, Padilha fu tacciato di fascismo, ma lui sostenne che voleva mostrare la violenza della polizia per criticarne il comportamento. Aggiunse: "il regista preferito è Martin Scorsese e non credo sia mafioso perchè ha fatto Quei Bravi Ragazzi". Sarà, ma a me Tropa de Elite è sembrato voler comunicare: "spariamo ai poveracci delle favelas, ma lo facciamo per il loro bene". Certo, il collegamento alla visita del Papa fa intuire l'intento accusatorio, ma è troppo poco. Almeno per me.
Va però detto che il film l'ho visto in portoghese, sottotitolato in tedesco, ed entrambe le lingue non sono proprio il mio forte. L'opera meriterebbe una seconda visione, ma lo sparo finale, quello che vira a bianco trasformando lo studioso Matias nello Sean Penn di Mystic River, per me, è stato veramente troppo.
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 15:55 | link | commenti (4)
per la serie: cinema
05/06/2008

Riavvolgo: siate gentili!

Ma mi rendo conto che non aggiorno il blog dal 13 di febbraio!
Senza star qui ad addurre giustificazioni più o meno plausibili, riavvolgo questi mesi e ricomincio da capo: siate gentili!
E ricomincio dal 10 ottobre scorso, quando avevo postato il trailers di Be Kind Rewind definendolo super hype.
Dopo tanti mesi, di attesa e di assenza, torno qui con gli occhi colmi dei fotogrammi di Gondry, ed è una gran bella senzazione. Non ho ancora avuto il tempo di documentarmi sul giudizio della cineblogsfera, ma io ho pianto, ho riso, mi sono emozionata.
Un film che parla di cinema, senza il cinema, come scienza del sogno. La volontà di riportare i film dalla parte della gente. Be Kind Rewind, per la sua anima un po’ cialtrona, può sembrare a prima vista un divertissement per cinefili, ma in realtà parla al cuore degli spettatori e nasconde una lettura più profonda. Il finto documentario (ME-RA-VI-GLIO-SO) sulla vita del vero jazzista Fats Waller, che apre e chiude il film, è l’essenza del cinema: raccontare una storia utilizzando i mezzi a propria disposizione, inventando, creando, arrangiandosi, pur di fissare su pellicola la propria visione. È lo spirito pioniere degli inizi, quando si inventò il linguaggio e la tecnica cinematografica.
E non c'è solo questo.
A parte la non poco velata ironia nei confronti delle catene della grande distribuzione (poca scelta in tante copie e personale non competente), sono rimasta ammaliata dal corto circuito creato dall'apparizione di Sigurney Weaver nei panni dell'avvocato delle major. Lei, che nella realtà è stata la protagonista di Ghostbusters (primo film sweded), e nella finzione diventa la dispensatrice di morte dell'opera d'arte di Mike (Mos Def) e Jerry (Jack Black). Perchè star, major, industria, stanno tutti dalla stessa parte. Noi pubblico dobbiamo fottercene di quello che ci dicono di vedere, fottercene delle major, fottercene dei critici.
La gente ama i film, prova emozioni, se li guarda da solo oppure in compagnia. Questa è l'essenza del cinema: raccontare storie, usando creatività e immaginazione, a favore di un pubblico.
E quel pubblico saprà ricompensare lo sforzo: affollando una piazza per scroccare una visione, oppure dimenticando i propri problemi nel buio di una sala, come avveniva nel finale de La Rosa Purpurea del Cairo, guarda caso proprio con Mia Farrow.

Piccolo spazio auto-pubblicità: la mia recensione su Hideout
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 19:05 | link | commenti (6)
per la serie: cinema
04/02/2008

NY under a Mostro Grosso's attack

Prima di partire per Berlino (così tanto per farvi invidia) mantengo fede alla mia promessa di parlare di più di Cloverfield, spinta dalla richiesta di Seaweeds, ma anche dal paginone di venerdì di ilMereghetti sul Corriere che lo liquida come "cagata pazzesca" .
In principio, si dice, c'era Blair Witch Project. Un gruppo di ragazzi ha un'idea, usa una videocamera, si inventa un canale alternativo per creare hype e curiosità sul proprio prodotto e milioni di spettatori in tutto il mondo vanno al cinema a vederlo, me compresa, Il problema è che BWP non era un film, ma un progetto interessante per uomini di marketing e pubblicitari.
Cloverfield è un film vero e proprio, con un badget, una sceneggiatura di ferro e con un produttore coi controcazzi. Più che figlio di BWP mi sembra derivare più da Il Cameramen e l'Assassino. Film di ben altra levatura artistica e filosofica, ma che parte dal concetto di telecamera come oggetto che ci scruta, documenta e continua a esistere anche dopo la morte degli uomini, finché non finisce la pellicola.
Il Mostro Grosso di JJ nasce da questa visione, unito alla tendenza della generazione americana newyorkese e losangelina che usa la videocamera come estensione del proprio braccio. Avete presente il ragazzo di Tora Birch in American Beauty? L'America è piena di ragazzi come lui che riprendono qualunque cosa.
Insomma, io non taccerei immediatamente l'operazione come "cagata pazzesca". Si tratta di un interessante dispiego di forze per raccontare una storia di fuga. Certo, siamo in epoca post 11 settembre e il mostro, altro non è che la paura del terrorismo, dell'essere colpiti inaspettatamente, del ritrovarsi in pericolo. Gli sceneggiatori hanno fatto un miracolo nel mostrarci di personaggi anche attraverso l'escamotage delle immagini che "stanno sotto" alla festa, con tanto di finale strappalacrime. E non credo, come sostiene Mereghetti, che gli autori volessero farci sembrare credibili i personaggi per rendere più vero anche il mostro, tra l'altro, sostiene il dizionario, non riuscendoci. Credo che Cloverfield sia ne più ne meno che una ripetizione di un linguaggio diverso da quello cinematografico, ovvero quello dei nuovi media. Dispiace che Rec non sia ancora uscito, visto che si tratta circa della stessa cosa, attraverso l'uso del linguaggio televisivo.
E aspettate con ansia Diary of the Death... fottutissimo capolavoro sul ruolo della telecamera, dei video, di internet, della TV, della radio, ma soprattutto sulla nostra società malata di protagonismo. Il problema siamo noi e infatti Romero trova il modo e usa anche montaggio... e come se lo usa!!!!

Avvertenza: io non ho avuto difficoltà nel guardare Cloverfield al cinema, ma appena mi sono alzata... mi girava la testa e ha continuato per un paio d'ore: causa dei repentini movimenti dell'inquadratura.
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 16:09 | link | commenti (8)
per la serie: cinema
29/01/2008

Inaffidabile

Inaffidabile: potrebbe essere il titolo di un film sulla mia vita!
Inaffidabile: Sarathehutt come Jerry Calà :-(Prima di Natale, promisi su queste pagine a Seaweeds che avrei postato qualcosa di nuovo prima della festa medesima, cosa che poi feci dopo la befana.
Ho promesso più di una settimana fa che avrei postato il mio classificone, ma se continua così va a finire che lo pubblicherò a febbraio :-(
Mi ero ripromessa di diventare più assidua nei post, ma ho passato un week end a blaterare sull'argomento senza accendere il pc se non per lavoro.
Volevo rispondere ai commenti, almeno, ma è più di una settimana che non lo faccio...
Insomma: INAFFIDABILE!
Eppure ho visto tanti film negli ultimi tempi...
"Inaffidabile!"
"L'ho detto io per prima"
E siccome ho perso un sacco di tempo a scrivere ovvietà e cazzate, sarò breve e non menerò il can per l'aia (che poi che avrà mai fatto di male sto cavolo di cane bucolico):
  • Riparo è un gran film: andatelo a vedere! Se lo merita proprio, se non altro per lanciare un messaggio alle case di distribuzione che non lo hanno voluto promuovere a casa sua. Pensate che esce con un anno di ritardo in Italia in sole 15 copie, quando in Francia è già uscito in 25 copie sottotitolate e in USA è stato comprato il giorno stesso della proiezione alla Berlinale dellos corso anno. A Milano è al cinema Colosseo, altrove... non so, ma che vi costa cercare? Non sarete mica più pigri di me? Dai, nel link che ho messo c'è anche il "cerca sala" e poi la recensione l'ha scritta una fantastica ragazza!
  • Into the Wild ha una gran regia, un gran montaggio, una gran colonna sonora, dei meravigliosi interpreti, ma è sostanzialmente la storia di un codardo che si allontana dal mondo e a me mi fa un po' incazzare. Si è vero: sebbene Sean lo descriva con grande lirismo, la voce fuori campo della sorella ne smitizza l'eroica impresa, quindi tutto sommato ci sta. Però a me mi fa incazzare commuovermi per questo ragazzino, anche se ha il bel faccino di Emile Hirsch. Nonostante le mie remore sul film, le due interpellazioni dirette allo spettatore (sguardo in macchina) che fa Emile sono davvero fantastiche e usate in maniera nuova e anticonvenzionale: hey, tranquilli, è un film! Sean si dimostra nuovamente, se ce ne fosse ancora bisogno, grandissimo regista e per buttare benzina sul fuoco urlo: "A morte l'Academy che non lo nomina!". Insomma un Grizzly Man davvero esistito: Herzog a Torino ha detto che ha deciso di fare Grizzly Man dopo aver letto la sceneggiatura... forse avevo ragione!
  • oggi ho visto New York under a Mostro Grosso's Attack e mi piacque anzichenò. Niente a che vedere col Mostro Grosso the original, ci mancherebbe, tutto un altro spessore, ma devo dire: "niente male".
    Comunque ne riparlerò... disse l'inaffidabile!
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 16:55 | link | commenti (8)
per la serie: cinema
18/01/2008

Future damages

Sono quasi le due di notte.
Ho finito adesso di mandare alcune mail di lavoro, ho già indossato il mio pigiama di raso blu e tra poco meno di 10 minuti starò guardando la penultima puntata di Damages aspettando che Morfeo mi accolga nel suo abbraccio.
Speriamo di dormire bene che mi tocca fare la levataccia.
Si, perché, per quei pochi che ancora non lo sapessero, domani a Bologna, al Future Film Festival si terrà l'evento speciale
Cineblogger to the Future
tavola rotonda per per fare il punto sulle nuove frontiere critica cinematografica e il suo linguaggio nella blogosfera.
Interverranno: Contenebbia, Ohdaesu, Kekkoz, Roy Menarini, Seconda Visione e purtroppo per loro anch'io.
Appuntamento alle ore 15:00 presso Palazzo Re Enzo  nella Sala del Capitano
Bologna, piazza del Nettuno.
"Che palle!" - penserete voi - "e abbiamo capito che domani siete a Bologna. Non hai postato per 3 mesi e mo' in 5 giorni ci hai ripetuto la stessa cosa almeno 3 volte."
EVABBENE la smetto!
Allora vi parlo di Damages in due parole: Glenn Close.
Stupenda nella sua prima scena e aiutata da degli ottimi dialoghi. La serie delude un po' nella costruzione dei doppi e tripli giochi, come se tutto fosse tirato un po' per le lunghe. L'escamotage però funziona e infatti non vedo l'ora di arrivare in fondo per dipanare la matassa, quindi scappo.
Appuntamento a domani: di persona per chi sarà a Bologna e con il classificone per chi avrà voglia di ricolleggarsi qui.

Piccolo spazio per-altrui-pubblicità: la migliore notizia uscita a proposito di Cinebloggers to the future
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 02:18 | link | commenti (1)
per la serie: cinema
17/01/2008

Lars è un ragazzo tutto mio

E' ufficiale! Ryan Gosling è il mio attore del momento. Anni fa puntai tutto su Edward Norton, prima di Fight Club, e vinsi la scommessa. Spero solo che in futuro Ryan non commetta gli stessi errori.
Ryan è pucci e guai a chi dice il contrario.


In Lars and the real girl (il titolo italiano proprio non mi piace) è talmente credibile nel ruolo che sorregge tutto il film. Il film, di per se, è il classico film carino del cinema indipendente americano. Quello che potremmo definire sundanciano. Eppur funziona! (Tanto per citare di soppiatto Galileo, che di questi tempi fa sempre bene).
Per ribadire il concetto, secondo me, funziona proprio grazie alla performance di Ryan.
E non fraintendetemi. Non sto facendo un post per dire che sono attratta fisicamente da Ryan (anche se in effetti è vero). Voglio dire, se volessi farlo adesso non scriverei su questo blog, ma starei mandando una valanga di sms a trasmissioni tipo TRL per veder apparire sulla TV: "RYAN T.V.T.B. 6 troppo bbono! by Sarathehutt", vantandomene con gli amici.
No, no, non sono quel tipo di donna (nonostante questo post).
E' che Ryan è proprio bravo ed è riuscito a farmi commuovere SPOILER per la morte di una bambola al silicone FINE SPOILER !
Capito? Io ho pianto per SPOILER la morte di una bambola al silicone FINE SPOILER. Io!
E non venitemi a dire che forse è perchè è stato il doppiatore ad essere stato bravo, perché il film l'ho visto in originale sottotitolato.
Ryan è responsabile di avermi fatto di nuovo credere che al mondo esistano i buoni sentimenti, che l'amore può essere li a portata di mano, che gli uomini non sono tutti stronzi, che i preti non sono tutti bigotti e che vivere nelle piccole città ha i suoi bei lati positivi.
Io a tutte queste cose non ci credevo più.
Lars mi ha guarita.
Lars ha fatto il miracolo.
Grazie Lars, sono ancora capace di commuovermi.
Chissà in questo casi cosa farebbe Gesù?

Piccolo spazio auto-pubblicità: la mia recensione su Hideout 

Domani c'è la Tavola Rotonda CINEBLOGGERS TO THE FUTURE! Tutti a Bologna!
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 19:15 | link | commenti (8)
per la serie: cinema
16/01/2008

Il pallone è bianco e nero

Prendendo spunto da questo post del Conte, anch'io vorrei parlare dei due film italiani che hanno dominato la scena televisiva della scorsa settimana.
Qualunque trasmissione con ospiti, da Matrix a Porta a Porta, da Domenica In a Quelli che il Calcio fino anche ad a Controcampo, ha ospitato rispettivamente Lino Banfi o Ambra Angiolini. Con una preferenza RAI verso Bianco e Nero (01 Distribution) e Mediaset per L'Allenatore del Pallone 2 (distribuito da Medusa)... sa va sans dire!
Ho avuto lo stomaco di vedere entrambi i film nel giro di due giorni e sono effettivamente terribili.
La Comencini Cristina propone il tema dell'integrazione razziale attraverso una commedia, dice lei. A me è sembrato solo una superficiale carrellata di simboli e valori borghesi che al posto che puntare il dito su di un problema, lo alimentano come benzina sul fuoco. Ci sono simboli ad ogni inquadratura: bambine bianche obbligate a giocare con barbie nere, bambine nere obbligate a giocare solo con barbie nere, fino alla citazione esplicita di Jungle Fever con primo piano di mani multietniche intrecciate, che finisce per ricordare più i ringo boys che non il film di Spike Lee.
L'Allenatore del Pallone 2 invece è quello che sembra sulla carta: un tentativo fuori tempo massimo di riesumare Oronzo Canà per la gioia dei fan che, diciamolo, sono accorsi in massa. Il film è scritto male, girato in fretta con poche idee, pochi mezzi e tanti sponsor. Eppure sono certa che l'operazione commerciale funzionerà, soprattutto incontrando il favore dei fan più giovani che già dalla prima, furba, sequenza (il rigore di Grosso alla finale dei mondiali), non farà altro che applaudire e incitare i propri nuovi eroi (Totti, Del Piero, Buffon e compagnia bella).
Insomma il cinema italiano c'è e non si sente tanto bene.
Ma se il film della Comencini vorrebbe essere una commedia intelligente sull'integrazione, con pessimi risultati, L'Allenatore del Pallone 2 invece è un perfetto esempio di come la multirazzialità sia un valore. Nel film di Martino bianchi e neri sono perfettamente integrati, nessuno dei protagonisti mostra di notare come invalidante un colore di pigmentazione qualunque e dimostrano che una convivenza sia assolutamente possibile... poi, certo, il film è estremamente omofobico, ma davvero qualcuno pensava che ci si poteva aspettare di più da Lino Banfi?

Piccolo spazio auto-pubblicità: la mia recensione di Bianco e Nero su Hideout
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 17:45 | link | commenti (4)
per la serie: cinema
15/01/2008

Darwinismo o creazionismo

Dopo averne usato il titolo per autodescrivermi :-) eccoci qui per parlare di Io sono Leggenda.
Il film ha scatenato numerose discussioni tra amici, complici e amanti. Visto che secondo me, il cinema è un buon cinema quando accende riflessioni e scambi di idee, potrei dire che Io sono Leggenda è un film riuscito. Però come perdonargli quella seconda parte?
L'inizio è proprio ben fatto, con una bellissima introduzione della situazione, del personaggio e della tensione. Ma poi arriva l'inviata da Dio con bambino e tutto si sgretola.
A tal proposito, pubblico uno scambio di mail tra me e quel bell'uomo di Falsi Documentari.

Falsi Documentari wrote: Sto rivendendo in questo momento il film di Ubaldo Ragona e non non posso che essere sempre più convinto che Io sono leggenda sia una vera schifezza dal punto di vista ideologico. Il senso profondo del libro è stato completamente snaturato con quel finale che, pur non sembrandolo, è
un'happy end. Il motivo di tutto, ovvero che una nuova società può sostituirne un'altra e non necessariamente è "cattiva", che fine ha fatto? Sigh, e la cosa peggiore è che al primo impatto il finale del nuovo film mi è
anche piaciuto...mi sento una caccola!

Sarathehutt wrote: Perfettamente d'accordo. Il nuovo Io sono Leggenda, con quel finale, sovverte completamente il senso del libro e anche della sua prima parte.
Io sono fermamente convinta che in corso d'opera sia stato deciso un cambiamento della sceneggiatura proprio per la netta differenza tra quello che ci viene mostrato all'inizio e quella rassicurante (per gli americani, per me è terribile) cittadina fortificata in Vermount. E' come se ad un certo punto si volesse dire agli spettatori: no, dai, tranquilli, ci salveremo tutti! Si, è vero, potremmo evolverci in qualcos'altro, potrebbero arrivare i marziani, potremmo essere decimati da un virus, ma gli esseri umani sono più forti perchè creati da Dio.
In pratica la prima parte è darwiniana e la seconda creazionista. Fino ad un certo punto le due teorie viaggiano in parallelo, ma alla fine sceneggiatori e regista ci dicono che noi siamo più forti e che grazie ad un salvatore potremmo sempre risorgere.
Nel primo film di Ragona, la dimensione cristologica del salvatore c'è (non a caso il finale si svolge in una chiesa), ma l'ultimo uomo viene ucciso per paura, perchè diverso e la sua morte è l'inizio di una nuova società fatta di malati. Ruth, la donna che conosce la verità, dice: "non piangere, ora siamo tutti salvi". Quindi Vincent Price è leggenda perchè è un l'ultimo della sua specie: uno spauracchio che fa piangere i bambini. Inquetante e fortemente filosofico.
Will Smith fa il contrario di Vincent Price. Sente di essere l'eletto e si immola per la salvazione degli altri.
Will Smith è leggenda perchè ha salvato il mondo. Rassicurante e molto americano.
Che peccato!

E voi? Cosa ne pensate?
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 19:02 | link | commenti (5)
per la serie: cinema
13/01/2008

Il mistero del cartone perduto

Ma quanti bei filmetti sono usciti a Natale, nevvero?
Dall'inizio di dicembre alla fine dell'anno si sono succedute decine di uscite di qualità... si, sto scherzando, ma poi neanche tanto. In fondo quest'anno a sfidare i Boldi, De Sica, Pieraccioni e compagnia bella c'erano Denys Arcand, Gus Van Sant, Marianne Faithfull e il film più natalizio di tutti (perché ambientato a Natale): La Promessa dell'Assassino.
Quello che mancava davvero era un cartone animato di grande richiamo. Si c'era Bee Movie e poi anche Come d'Incanto della Disney con cartoni che si trasformano in veri attori e viceversa, ma hanno raccimolato poca pubblicità.
Eppure, sempre la Disney, ha fatto uscire il più fracassone e cialtrone film d'animazione di queste feste: Il Mistero delle Pagine Perdute. Come? Non è un cartoon? Ma l'avete visto? Dai se non è un cartone animato quello, allora cosa.
Se già il primo capitolo delle avventure di Ben Gates, che si appresta a diventare tristemente ancora più lunga, soffriva di una sceneggiatura sopra le righe, qui si sfiora l'apoteosi. Per trovare la città d'oro si passerà attraverso un flashback dell'assassinio di Lincoln, una visita alla Statua della Libertà di Parigi, a Buckingam Palace e alla stanza ovale, fino a ritrovare il Libro dei Presidenti, leggenda metropolitana secondo la quale i Presidenti USA abbiano un documento contenente tutti, ma proprio tutti i segreti nazionali, dall'area 51 all'assassino di Kennedy.
Avrebbe potuto essere un grande cartone animato, avventuroso e comico.
E invece è mal scritto, mal diretto, dialoghi sciatti, l'indagine è il frutto di idee geniali che non necessitano di studio ne di libri (se non quelli che si presume Ben Gates sappia già a a memoria), location esagerate quanto banali... mamma mia che ridere!
Ogni volta che la musica sale a sottolineare una battuta terrificante, ogni volta che si trova un nuovo indizio, ogni volta che Ben Gates propone un piano, si ride sempre. E, come fa notare la deliziosa Cinemax, l'improbabile di Nicholas Cage, proprio uguale a quella di Tom Hanks ne Il Codice Da Vinci, aiuta ad entrare nel mood. Visto che non si tratta di un cartone, ridete in faccia a questo film e il divertimento è assicurato.

Piccolo spazio auto-pubblicità: la mia recensione su Hideout
una bomba della cicciobomba sarathehutt sganciata alle 17:42 | link | commenti (4)
per la serie: cinema