Ci son serate che ti fanno sperare che l’implosione apocalittica definitiva sia ancora lontana.
Son quelle sere in cui si sceglie di
condividere del tempo e dello spazio con chi
condivide la tua stessa passione
condividendo parole, bicchieri e risate.
Condividere è il verbo della settimana, dell’anno, della vita.
Condividere è IL verbo.
L’occasione è quella speciale della possibilità di incontrare
Paolo Mereghetti di persona. Uno che nella mia fantasia non è un uomo, non è un critico, non è un giornalista, ma è un dizionario con le braccia e le gambe. Un Paolo Mereghetti qualunque che è diventato
ilMereghetti (tuttoattaccato).
Me lo aspettavo narciso, altezzoso, consapevole della propria fama e anche con un po’ di puzza sotto il naso. Niente di così lontano dalla realtà. Affabile, simpatico, caciarone, parolacciaro e con un passato da onanista (ma non al cinema e non sfruttando il buco nella tasca dei pantaloni) usante tecniche che ha deciso di non specificare (peccato).

A
IlMereghetti brillano gli occhi quando parla di cinema, ha ancora la passione e la volontà della condivisione della visione. Perché crede fortemente che
condividere il momento della visione, il confronto su di un film, una birra o un bicchiere di vino a parlare di cinema, di ragazze di vita vera sia un momento fondamentale per un giornalista cinematografico, un critico, un essere umano. “
Vedete 5 film al giorno?!? E la ragazza? O il ragazzo? O un cane? Quello che preferite, ma bisogna vivere!”.
Purtroppo
IlMereghetti non conosce i cinebloggers e non sa che da queste parti, armati di tastiera e non di favella, ci confrontiamo e creiamo
vespay. Ho cercato di introdurre l’argomento, ma è stato difficile e poi lo ammetto: mi sono anche un po’ emozionata.
Mauro Gervasini (io amo quell'uomo anche se continua a non pubblicare la notizia delle illuminate candidature per
Venezia e
Roma), da padrone di casa della serata, ci ha deliziato ulteriormente con racconti, consigli e favolose anticipazioni sul un futuro editoriale di FilmTv dalla firma prestigiosa.
Il cinema orientale forse non è morto. E non do altre anticipazioni. A voi la scoperta a tra due settimane.
Appresa la lezione sulla
condivisione e sul
preferisco vivere, si va anche a bere una cosa.
Siamo
io,
il-basista,
Souffle,
Mad283,
Sig.Frollo e
donne,
donne,
donne, e altre donne. Leggete i particolari a casa de
il-basista e di
Souffle che, più sobri di me, hanno descritto bene l’aria di grande
condivisione che abbiamo
condiviso. Una delle poche serate in cui Milano sembrava una città viva.
Ringrazio tantissimo (ma tanto tanto davvero davvero) questi due splendidi esseri umani cineblogger che mi danno speranza che l’apocalisse si stia allontanando (che poi mi hanno anche riempito di complimenti e anche il mio ego ringrazia).
Nota a Margine per i nostri splendidi futuri direttori: ilMereghetti sostiene che quello che manca ai Festival oggi è la
condivisione e che ormai non sarebbe più possibile ricostruire il bel clima di una volta. Sfatiamolo! Ricostruiamo il bel clima di una volta!
Nota a Margine per l’amato Conte: tanto per non perdere l'abitudine che ho nei tuoi commenti, quoto Souffle “c'era la sensazione di avere l'anima dolce e premurosa del Conte che vegliava su di noi. Lode al nostro Direttore!”