Ragazzi, il Festival quest'anno è tutto sesso e carnazza!
La qualità media e media, per ora, ma ci si diverte un sacco tra tette, culi, fiche e cazzi... si signori, anche cazzi finalmente!
Le palle di Tony Leung sono all'altezza del suo fascino, Elio Germano, se quella non è una protesi, è davvero ben messo, mentre il francese Mathieu Amalric lo usa di più (troppo, direi) e per davvero, ma ce l'ha proprio piccolo! Purtroppo George non si toglie neanche la camicia (cosa che avrebbe risollevato il publico dal torpore), mentre Sir Micheal Caine e Jude Law ci provano l'un con l'altro senza quasi sfiorarsi (mannaggia).
Ma veniamo ai film... wow che scorpacciata, era da anni che non mi capitava più!
- Kantoku banzai! (Glory to the filmmaker) di Takeshi Kitano
Difficile parlarne. Un delirio lucido e triste sul regista, l'attore e l'uomo Kitano. Una riflessione sulle storie da raccontare, su come farlo e forse anche sul perchè. Un lavoro (quello del regista) che riduce il cervello a pezzi, l'uomo in pupazo e il pupazzo in uomo. I titoli di testa più belli fin qui visti. Assolutamente da rivedere. La frase da ricordare: "La prossima volta venga di persona".
- Continental - A film without Guns di Stèphane Laffleur
Un uomo scompare nella foresta e questo evento cambia la vita a molte altre persone: che palle! Sono uscita prima... La frase da ricordare: "per me si può anche uscire" detta dal mio amico Davide a me medesima.
- Se, Jie (Lust, Caution) di Ang Lee
Bello, sensuale, Tony Leung, avvincente, erotico, Tony Leung nudo, una scena di seduzione durante una cena davvero da brividi. Eppure non ci sono entrata, non ho pianto sebbene ce ne sarebbe stato ben donde. Comunque prevedo che Tang Wang diventerà la prossima fidanzata dell'anno di Ohdaesu. La frase da ricordare: "Mi cambio il vestito" "No, lascialo"
- Sleuth di Kenneth Brannagh
Jude nel ruolo che fu di Micheal, che a sua volta interpreta il ruolo che fu di Laurence... che delirio! Brannagh dirige il remake de Gli insospettabili del 1972 di Joseph L. Mankiewicz, scritto da Harold Pinter che ha dichiarato di non aver nemmeno visto il film. A sorpresa gli attori non vestono abiti elisabettiani, ma anzi si muovono in uno spazio ultratecnologico e futurista. La scenografia e la musica sono immesi, Sir Micheal di più. Jude è un pischello e ormai forse non si farà neanche più . A molti non è piaciuto, io mi sono divertita nella prima parte, poi Brannagh sbrodola e fa riemergere il suo solito e compiaciuto ego. La frase da ricordare: "strange people the italians, they don't like culture"

Qualunque amico blogger sia o venga al lido (hey, Noodles, parlo anche con te), please, fatevi riconoscere!
Mi trovate tra il palalido e il casinò (per andare sul sicuro, direi alle proiezoni mattutine al palalido), ho il pass giallo e questa (brutta) faccia qui a fianco...
Buona visione!
Piccolo spazio auto-pubblicità: il mio resoconto giornaliero su
Nouvelle Vague